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Il Giamba è tornato alla natura, così come voleva. Siamo felici per lui... e anche per noi.



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Intervista con il Direttore Trecanieungiamba.

Direttore, quando ha avvistato per la prima volta l’animale terreno consapevole Giamba?
Credo di essere stato uno dei primi ad avvistarlo.
Fu durante la scorsa estate: stavo passeggiando in un vasto territorio
(blog.NdR)
, quando ho incrociato alcune “produzioni” del Giamba, che solleticarono la mia curiosità.
Come molti studiosi naturalisti, anche io sono solito prestare attenzione agli escrementi
(commenti insulsi. NdR) per capire se in una certa zona è presente un certo animale.

E seguendo quelle tracce cosa scoprì?
Seguendo le tracce arrivai al territorio di proprietà del Giamba, che, come tutti i territori di recente acquisizione, risultava essere desolatamente vuoto.

E perchè decise di interessarsi alla cura del Giamba?
Lì per lì non decisi affatto di interessarmi a quello che, all’epoca, appariva come l’ennesimo esemplare di blogger noioso e dalla assoluta incapacità comunicativa.
I suoi primi post non avevano alcunché di scandaloso, sebbene si intravedesse già quali fossero gli istinti che ne guidavano l’azione. Come tutti gli altri visitatori, anche io decisi di abbandonarlo a sé stesso e di non curarmene.

Già, ma se poi ha deciso di prendersene cura con tanto impegno, qualcosa deve averla particolarmente colpita
Ogni tanto andavo a fare una capatina nel suo territorio, giusto per vedere se era ancora vivo, come stava... ma nel frattempo, sempre più frequentemente, assistevo con un certo stupore agli attacchi di questo insolito “animale terreno consapevole” ad altri singoli blogger. Gli attacchi mi stupirono perchè decisamente personali e non limitati, come talvolta accade, alla sola dialettica “virtuale” tra blogger che la pensino in modo diverso. In particolare mi colpì l’accanimento con cui questi mordeva quei blogger colpevoli, a suo dire, di voler semplicemente “divertire” gli altri con post allegri. In contemporanea ho assistito ad un marcamento del proprio territorio dai toni sempre più violenti e ripetitivi, con il preciso scopo di attirare l’attenzione su di sé.
 
...e allora decise di fondare il Club?
Assolutamente no! Per ancora lungo tempo mi limitai a fare quello che già altri avevano proposto: ignorarlo completamente. Ma poi, durante le vacanze natalizie, in una sera di tedio assoluto, ricapitai nel suo territorio e rimasi sorpreso che egli continuasse a produrre una tale quantità di escrementi senza che nessuno fosse ancora intervenuto. Avevo visto altri animali
(blogger.NdR) venir abbattuti per molto meno e realizzai che il Giamba era ancora libero di scorazzare indisturbato proprio perchè nessuno se ne curava.

Ma se nessuno se ne curava, non crede che questo fosse già un modo per neutralizzarlo?
No! Sarebbe come dire che se nessuno assiste ad uno stupro, allora quello stupro è come se non fosse mai esistito. Diciamoci la verità: molte delle tesi che il Giamba sosteneva sono assai diffuse, non solo tra i blogger, ma anche presso ben più note figure pubbliche. Ma, per esempio, la differenza tra la assai discutibile frase “gli omosessuali non sono normali” e “gli omosessuali andrebbero soppressi” non mi pare così sottile. E mi stupiva il silenzio generale che circondava queste ed altre affermazioni del Giamba.

Ma perchè aprire addirittura un Club dedicato al Giamba, perchè passare dalla totale indifferenza alla massima attenzione?
Non era mia intenzione aprire questo Club. Ed infatti per una quindicina di giorni mi sono limitato a commentare instancabilmente ogni suo post, al preciso scopo di ridicolizzarlo e di stufarlo, possibilmente. Il Giamba ha reagito ai miei commenti nello stesso identico modo in cui ha sempre reagito con tutti, ma, purtroppo per lui, non aveva capito quale era il mio scopo. Quando ha visto che le sue violente risposte non facevano che alimentare la mia fantasia nell’inventarmi ogni volta sempre più irridenti provocazioni, ha deciso di precludermi per ben tre volte l’accesso al suo territorio. E’ stata proprio la sua fuga, dopo essersi vantato per mesi che lui non rifuggiva il confronto con alcuno, a convincermi di avere “l’animale terreno consapevole” ormai intrappolato. E lo ammetto: è scattato in me un certo spirito cacciatore.

Perchè ha deciso di definire il Giamba un cane?
E’ stata una cosa del tutto spontanea. In verità io non ho detto che il Giamba è un cane, ma che, ad un certo punto ha cominciato a comportarsi come tale. Stava appostato a guardia del suo blog, pronto a cancellare istantaneamente i miei commenti; con me ha assunto gli atteggiamenti tipici del cagnolino che, di fronte all’intruso, assume talvolta atteggiamenti esageratamente aggressivi e talvolta docili, proprio perchè incapace di capire se chi gli sta di fronte costituisca una minaccia reale o meno. Il Giamba non è un cane, è un “animale terreno consapevole”... ma che si comportava come un cagnolino. Se davvero lo avessi considerato un cane, allora questo blog si chiamerebbe Quattrocani, non le pare?

Ma lo scopo del Club è stato fin dall’inizio quello di spedire il Giamba alla natura nel 2006, come da lui stesso desiderato?
Sì. Assolutamente sì. L’unica altra blogger che era a conoscenza, fin dall’inizio, della mia identità e della finalità di questo Club, potrebbe confermarvelo; ma naturalmente non posso svelarvene il nome. Anzi, colgo l’occasione per ringraziarla: ci sono stati momenti in cui ho dubitato di riuscire, grazie al suo sostegno morale quotidiano e al suo affetto ho tenuto duro.

Secondo lei, tutti i visitatori avevano capito quale era lo scopo ultimo di questo Club?
No. Alcuni lo consideravano un puro scherzo, al punto da pensare che io e il Giamba fossimo la stessa persona. Altri ancora non condividevano la notorietà che questo Club avrebbe portato alle farneticazioni del Giamba, altri ancora semplicemente non ci trovavano alcunché di così osceno in quello che scriveva il Giamba. Il fatto che io abbia scelto proprio l’ironia come arma per colpire il Giamba ha sicuramente alimentato l’equivoco.

Cosa risponde a quelli che ritengono esagerato, non liberale, pretendere di chiudere un blog che contenga opinioni e tesi non condivisibili?
Rispondo che hanno un concetto assai curioso di libertà. La libertà non è poter fare e dire TUTTO quello che si vuole, questo dovrebbe essere chiaro a tutti. Le parole sono comunque un frutto dell’agire umano, non si capisce perchè dare uno schiaffo possa configurare un reato e darlo sotto forma di parola non lo dovrebbe essere. Moltissime delle cose scritte dal Giamba sono delle vere e proprie violazioni del codice penale, per non parlare del regolamento di questa piattaforma. Il Giamba era andato ben oltre la semplice tesi non condivisibile; i suoi erano solo più insulti gratuiti. Chi sostiene altrimenti non ha letto attentamente i post del Giamba, ne sono sicuro. E poi: se come il Giamba apparissero altri 100, 1.000, 100.000 blogger? Cosa succederebbe?

Di tutte le cose che ha scritto il Giamba, quale pensa sia la peggiore?
Guardi... quando il Giamba se la prendeva con donne, omosessuali, credenti, ebrei, comunisti... non faceva altro che prendersela con persone del tutto normali ma che lui vedeva diverse da sé. Ma prendersela con le persone sterili, cioè con persone che già patiscono il fatto di essere, loro malgrado, malate e costrette perciò a costose cure o a sistemi alternativi per soddisfare il proprio desiderio di genitorialità,  invitando ad emarginarle, credo proprio di non averla mai letta prima.

Adesso che il Giamba è tornato alla natura, il Club quindi chiude?
Certamente. Anzi, sono tentato di cancellare ogni post, per non lasciare traccia del Giamba. Ma magari potrà servire da riferimento a coloro che si sentano tentati di scrivere molto sopra le righe. Ci devo pensare, sempre che anche il Club non venga raso al suolo dalla redazione.

Non è stato lei a cacciare il Giamba, ma la redazione del Cannocchiale; perchè se ne assume il merito?
Dovrei riportare qui tutto l'archivio, tutto il blog del Giamba, per illustrarvelo meglio. Ma riassumendo: il Giamba scriveva gli stessi quasi immutati post da mesi; ma la nascita del Club lo ha talmente destabilizzato da fargli perdere il controllo di quello che scriveva. Ha così cominciato ad aggiungere frasi sempre più gravi ai propri vecchi post, convinto di provocare me... e invece stava danneggiando sé stesso. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Preso dalla furia cieca si è autodistrutto. In ogni caso se merito c'è, è di coloro che hanno aderito al Club.

Molti dei soci si interrogano fin dall’inizio sulla sua identità e alcuni hanno fatto le più fantasiose ipotesi, può svelarci qualcosa adesso?
Sicuramente

Lei è una donna?
NO

Lei è omosessuale?
NO

Ebreo?
NO

Sterile?
NO

Cristiano credente?
NO

Comunista?
NO

Prete?
NO

Un ragazzino internetdipendente?
NO

Lei ha un altro blog ed è stato in passato attaccato dal Giamba?
Io avevo un altro blog, questo:
http://callistrato.ilcannocchiale.it
. Ma è chiuso da mesi. E comunque non sono mai stato in alcun modo attaccato dal Giamba.
C’è anche una mia foto, così il Giamba, che starà leggendo, avrà un viso verso cui sfogare la propria rabbia.

...insomma: lei rientra in qualcuna delle “categorie umane” tanto detestate dal Giamba?
Sono tante, ma credo proprio di NO!

E allora perchè ha deciso di fare tutto questo?
Sarebbe curioso che ad essere contro la pena di morte ci fosse il solo condannato a morte, non le pare?

Un ultimo consiglio per chi legge?
Il Giamba tornerà a farsi vivo, in questa o in altre piattaforme; ho trovato in rete cose sue vecchie di anni, in cui ripeteva le stesse cose, più o meno. Non so perchè ogni volta venga cacciato da una comunità virtuale e ogni volta ricominci con le stesse modalità in un’altra. Non è un problema che mi riguarda, come cercai di far capire al Giamba stesso: a me non interessa la persona reale che si cela dietro un nick, a me interessa che le cose che quel nick scrive siano, per quanto discutibili, non gratuitamente offensive. E il Giamba ha scritto cose che feriscono, questo è fuor di dubbio.
Vigilate voi. Perchè io non ne ho più voglia, le mie risate irridenti nei confronti del Giamba avevano tutte un retrogusto amaro.
Quelli come il Giamba forse non si rendono conto “esattamente” di cosa scrivono, ma questo non gli dà il diritto di farlo.
Chi abusa della propria libertà, finirà per far limitare quella di tutti gli altri.

Pubblicato il 10/2/2006 alle 17.51 nella rubrica IL CLUB.

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